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Libertà
alle forme
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| Diverse
caratteristiche concorrono a rendere particolarmente interessante
l'uso del legno lamellare.
Innanzitutto, dal punto di vista costruttivo la
possibilità di raggiungere senza difficoltà i 40 m
di luce libera, particolarmente impegnativi se realizzati con altri
materiali a cui si abbinano leggerezza, grande resistenza alla flessione
e trazione, alta stabilità dimensionale al variare della
temperatura e quindi ottimo comportamento al fuoco.
Questa caratteristica è dovuta al fatto che le strutture
in legno lamellare, correttamente dimensionate, si consumano lentamente
e senza snervamenti ad alta temperatura, permettendo così,
diversamente da altri materiali, ampi margini d' intervento anche
dall' interno dell' edificio senza paura di crolli improvvisi. Infine
il legno lamellare può essere considerato un materiale ecologico,
in quanto le emissioni eventualmente dovute ai collanti sono praticamente
trascurabili e identiche a quelle presenti nell' ambiente, anche
i nostri trattamenti di finitura prevedono l' impiego di impregnanti
all' acqua, privi quindi di sostanze ecotossiche.
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Strutture calde e accoglienti, realizzate con
un’attenta cura del dettaglio. Disponibili nelle forme e
dimensioni più svariate, le architetture in legno sono
ideali per creare interni confortevoli ed esterni luminosi e ventilati.
Oltre ai vantaggi tecnici ed estetici, queste
architetture possono avere grandi luci tra i pilastri, grazie
all'utilizzo di travi di notevoli dimensioni.
La struttura portante del tetto in legno
unisce la bellezza e la funzionalità; la rapidità
di montaggio e il ridotto peso complessivo della struttura ne
fanno la soluzione ottimale per i casi di ristrutturazione.
Si possono realizzare tetti di qualsiasi forma, tipologia e dimensione;
la copertura può essere coibentata e/o termoventilata;
la parte a vista interna è solitamente in perlinato, la
parte esterna in laterizio (coppo, ecc.) o in tegola canadese.
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| Il legno è
un materiale organico e possiede quindi particolari proprietà
strutturali. Il legno vive ed ha un suo proprio carattere, perciò
deve essere scelto, lavorato e trattato a regola d’arte
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Il legno lamellare è ancora indubbiamente legno
e di questo mantiene tutti i pregi, ma è anche un prodotto nuovo,
un prodotto industriale che attraverso il procedimento tecnologico supera
i difetti propri del legno massello.
Il processo di produzione del legno lamellare incollato è l’insieme
delle operazioni eseguite in appositi stabilimenti, che consistono essenzialmente
nella riduzione del tronco in assi e nella loro ricomposizione, tramite
incollaggio, fino a dare origine a elementi di forma e dimensione prestabilita.
Il processo tecnologico consiste nelle seguenti fasi:
- Scelta del legname -
Le caratteristiche tecniche del prodotto finito dipendono
dal materiale di base. E’ ovvio che per ottenere risultati attendibili,
occorre partire da una materia prima avente caratteristiche il più
omogenee e uniformi possibile.
Qualsiasi tipo di legname può essere potenzialmente utilizzato
per tale tecnologia, anche se scelte tecnico-economiche indirizzano, di
fatto, l’industria produttrice all’uso di legnami facilmente
reperibili, incollabili e meno costosi, compatibilmente ai requisiti richiesti.
In Europa si utilizza quindi quasi esclusivamente l’abete rosso,
per lavorazioni speciali talvolta il pino silvestre, il larice e il rovere.
Le essenze legnose vengono suddivise, per il legno lamellare, in due categorie
o classi, che ne individuano la qualità e le caratteristiche fisico-meccaniche
e che condizionano i valori delle corrispondenti tensioni massime ammissibili.
- Dimensioni del materiale -
La normativa DIN, mentre non fissa la lunghezza minima
delle assi, ne limita invece lo spessore e la sezione trasversale e precisamente:
a) l’area della sezione trasversale massima non
deve superare 60 cm2 (per legni di conifera), 50 cm2 (per legni di latifoglia);
b) la massima larghezza consentita è pari a 25 cm per la singola
lamella con uno spessore non superiore a 30 mm, anche se può essere
aumentato fino a 40 mm in elementi costruttivi diritti, i quali non siano
esposti a variazioni climatiche rilevanti.
Nella pratica costruttiva le lamelle hanno uno spessore
finito intorno ai 33 mm e una larghezza pari a quella della sezione trasversale
dell’elemento strutturale, normalmente variabile fra 10 e 22 cm,
con variazioni modulari di 2 cm e lunghezza delle lamelle di 400-500 cm.
Nelle travi curve, per limitare le tensioni di curvatura che possono nascere
in direzione sia parallela sia normale alle fibre, il raggio di curvatura
degli elementi strutturali in lamellare deve essere pari almeno a 200
volte lo spessore delle singole lamelle.
- Essiccazione -
L’essicazione è l’operazione tesa
a ottenere quel grado di umidità del legno compatibile col tipo
di colla e, soprattutto, confacente alla destinazione delle strutture.
Generalmente essa deve essere compresa fra il 7 e il 16%. Fra due lamelle
successive però la differenza di umidità non deve superare
il 4%.
Gli impianti per la produzione del lamellare dispongono
di essiccatoi. Il legname è messo nelle celle di essiccazione e
portato al grado di umidità necessario alla lavorazione ed alla
resistenza richiesta. Dopo l’essicazione, poiché il tasso
di umidità non è regolare all’interno di una stessa
lamella, essendo più basso in periferia che al centro, le lamelle
vengono lasciate riposare per due, tre giorni all’interno dello
stabilimento prima di essere portate alla linea di lavorazione.
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