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Il
tetto ventilato - evoluzione nel tempo
Anche
l'elemento schermo al vapore/tenuta all'aria è un elemento che
è andato cambiando nel tempo: in passato si sapeva servisse una
barriera vapore, in realtà la vera necessità è quella
di non fare entrare l'aria all'interno della costruzione e nello stesso
tempo di lasciar fuoriuscire (traspirare) il vapore dall'interno della
costruzione.
Parlando delle condizioni di comfort vediamo come queste dipendano dal
rapporto temperatura-umidità: ad una temperatura di 20°C l'umidità
relativa dell'aria dovrebbe essere compresa tra il 35% e il 70% per garantire
un benessere.
Il problema dell'eccessiva umidità all'interno delle abitazioni
è causata quasi sempre da una produzione di vapore da parte degli
abitanti delle case (cucinando, lavandosi, nell'asciugare i panni, etc.).
In media vi è una produzione di 10 litri d'acqua al giorno per
famiglia.
Per ripristinare lo stato di benessere e per evitare danni (muffa, ecc...),
tutta questa acqua in forma di aria umida deve essere smaltita. Purtroppo
per diffusione (traspirazione) dei muri possono essere smaltiti non più
di 2%, il resto deve essere eliminato per espulsione, per esempio, aprendo
le finestre.
L'umidità dell'aria nelle nostre case è tutt'altro che costante,
invece si manifasta in forma di picchi che facilmente possono superare
il livello ammissibile del 70%. La caratteristica della traspirabilità
in genere viene espressa tramite il valore µ.
Questo valore è 1, cioè massimo, nell'aria e va aumentando
col diminuire della traspirazione: nel pannello in fibra di legno è
pari a 7, nel polistirolo 70, nella barriera vapore 100.000.
Nel caso delle guaine il potere di traspirazione viene espresso con il
vapore SD (in metri) oppure WDD (in gr/m2) cioè la quantità
di vapore acqueo che può traspirare in 24 ore per m2.
Come si può vedere una barriera a vapore fa passare neanche 1 gr
di vapore in 24 ore per m2, mentre una guaina a diffusione può
far passare più di 1 litro di vapore in 24 ore per m2, cioè
1000 volte di più.

Conducibilità
termica - Capacità termica
CONFRONTO
Una
casa con una struttura totalmente in legno non trattato e tamponata con
mattoni in argilla cruda, non presentano punti di barriera a vapore, può
durare anche 1000 anni senza bisogno di trattamenti antimuffa o antitarlo,
necessari altrimenti in ambienti umidi.
Ricordando che il comfort, all'interno di un ambiente, deve essere garantito
sia d'inverno che durante l'estate, vediamo come l'isolamento dovrà
proteggerci oltre che dalle dispersioni invernali anche dal caldo estivo.
Abbiamo una condizione di benessere quando, tra la temperatura dell'ambiente
e la temperatura di superficie delle pareti intorno, non ci sono più
di 2° di differenza.
Proprio per questo è importante che le superfici interne (muri,
solai, pavimenti) abbiano la capacità di assumere il più
possibile l'umidità dell'aria, e di restituirne in un secondo momento
all'aria del vano.
FRECCE ELASTICHE AMMISSIBILI (Tab. 9
DIN 1052)
CONDIZIONE DI CARICO IPOTIZZATA STRUTTURA CON CONTROFRECCIA v.10.6 DIN1052
STRUTTURA PRIVA DI CONTROFRECCIA
TRAVI AD ANIMA PIENA TRAVI RETICOLARI TRAVI AD ANIMA PIENA TRAVI RETICOLARI
(*)
CALCOLO APPROSSIMATIVO CALCOLO PIATTO CALCOLO APPROSSIMATIVO CALCOLO PIATTO
Carico utile 1/300 1/600 1/300 -- -- --
Carico complessivo 1/200 1/400 1/400 1/300 1/600 1/300
(*) Comprese le travi a sezione composta con tavole disposte in un'unica
direzione;
COEFFICIENTI DEL LEGNO DI CONIFERE PER
LEGNO MASSICCIO E LEGNO LAMELLARE (l.l.) (DIN 1984)
COEFFICIENTI DI SNELLEZZA
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90
L.C. I-III 1,00 1,04 1,08 1,15 1,26 1,42 1,62 1,88 2,20 2,58
L.L I 1,00 1,00 1,00 1,00 1,03 1,13 1,28 1,51 1,92 2,43
L.L II 1,00 1,00 1,00 1,00 1,03 1,11 1,25 1,45 1,75 2,22
COEFFICIENTI DI SNELLEZZA
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90
L.C. I-III 3,00 3,63 4,32 5,07 5,88 6,75 7,58 8,67 9,72 10,83
L.L I 3,00 3,63 4,32 5,07 5,88 6,75 7,58 8,67 9,72 10,83
L.L II 2,74 3,32 3,95 4,63 5,37 6,17 7,02 7,92 8,68 9,89
L.C. = Legno Conifere L.L. = Legno Lamellare
Il
legno lamellare è un materiale strutturale prodotto dall'uomo con
l'incollaggio di tavole di legno a loro volta già classificate
per uso strutturale.
È
quindi un materiale composito, costituito essenzialmente di legno naturale
di cui mantiene i pregi (tra i principali ricordiamo l'elevato rapporto
tra resistenza meccanica e peso ed il buon comportamento in caso di incendio),
ma è anche un prodotto nuovo, realizzato su scala industriale,
che attraverso un procedimento tecnologico di incollaggio a pressione
riduce i difetti propri del legno massiccio.
La
fasi della produzione consistono nella riduzione del tronco in assicelle
- dette per l'appunto lamelle - generalmente di larghezza non superiore
ai 20 cm (per prevenire eccessive deformazioni causate dal fenomeno del
ritiro) e nella loro ricomposizione tramite incollaggio.
È
possibile produrre elementi di forma e dimensione volute, senza i limiti
derivanti dalla dimensione dell'albero, inoltre il limite in lunghezza
di una trave in legno lamellare è dato principalmente dalla possibilità
di trasporto e messa in opera della stessa.
Pur
essendo realizzate con un materiale combustibile, le strutture in legno
lamellare possono avere una resistenza al fuoco pari o superiore a quella
di strutture in acciaio o in calcestruzzo armato. Infatti, nel legno lamellare
la combustione avviene lentamente grazie al buon isolamento termico realizzato
dallo strato superficiale carbonizzato. Ad un aumento molto lento della
temperatura corrisponde una variazione quasi trascurabile della resistenza
meccanica delle fibre di legno della sezione non carbonizzata e la struttura
cede o crolla solo quando la parte della sezione non ancora carbonizzata
è talmente diminuita da non riuscire più ad assolvere alla
sua funzione portante. La resistenza al fuoco di un elemento strutturale
in legno lamellare dipende dalla velocità di carbonizzazione che
è possibile calcolare sperimentalmente o analiticamente per diverse
specie legnose.
Per
quanto riguarda i metodi di calcolo analitico è possibile far riferimento
alle seguenti normative tecniche:
UNI
9504 “Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco
degli elementi costruttivi di legno”
UNI ENV 1995-1-2 “Eurocodice 5 - progettazione di strutture di legno
- parte 1-2 progettazione strutturale contro l’incendio”
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NORME ITALIANE PER LE COSTRUZIONI IN LEGNO
Ipotesi di carico
D.M. 16/01/1996 Norme tecniche relative ai "Criteri generali
per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi".
Circ. n. 156 AA.G.G./STC.
del 04/07/1996 Istruzioni relative ai carichi, ai sovraccarichi
ed ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni.
Classificazione di qualità del legname da costruzione
UNI 11035-1 [ex UNI U40.01.254.1] Legno strutturale. Classificazione.
Requisiti e criteri generali per le regole di classificazione a
vista secondo la resistenza.
(In fase di approvazione).
UNI 11035-2 [ex UNI U40.01.254.2] Legno strutturale. Classificazione.
Regole per la classificazione a vista secondo la resistenza e valori
caratteristici per tipi di legname strutturale italiani. (In fase
di approvazione)
Elementi in legno lamellare e massiccio
N.I.Co.Le Norme tecniche Italiane per la progettazione, esecuzione
e collaudo delle Costruzioni in Legno.
(La versione definitiva è attualmente all’esame di
approvazione da parte del Ministero dei Lavori Pubblici).
Elementi in acciaio
D.M. 09/01/1996 Norme tecniche per il calcolo, l’esecuzione
ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso
e per le strutture metalliche.
CNR-UNI 10022: 1984 Profilati di acciaio formati a freddo, istruzioni
per l'impiego nelle costruzioni
CNR-UNI 10011: 1988 Costruzioni di acciaio, istruzioni per il calcolo,
l'esecuzione, il collaudo e la manutenzione.
Apparecchi di appoggio per le costruzioni
CNR 10018: 1999 Apparecchi di appoggio per le costruzioni. Istruzioni
per l'impiego.
Ponti
D. Min. LL.PP. 04/05/1990 Aggiornamento delle norme tecniche per
la progettazione, la esecuzione e il collaudo dei ponti stradali.
Verifiche di resistenza al fuoco
Circ. Min. Int. n. 91 Settembre 1961 Norme di sicurezza per la protezione
contro il fuoco dei fabbricati in acciaio destinati ad uso civile.
D. Min. Int. 30/11/1983 Termini, definizioni generali e simboli
grafici di prevenzione incendi.
D. Min. Int. 08/03/1985 Direttive sulle misure più urgenti
ed essenziali di prevenzione incendi ai fini del rilascio del nullaosta
provvisorio di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818.
D. Min. Int. 06/03/1986 Calcolo del carico di incendio per locali
aventi strutture portanti in legno.
UNI 9503: 1989 Procedimento analitico per valutare la resistenza
al fuoco degli elementi costruttivi di acciaio.
UNI 9504: 1989 Procedimento analitico per valutare la resistenza
al fuoco degli elementi costruttivi in legno.
Lett. Circ. Min. Int. 26/11/1990 Resistenza al fuoco di strutture
portanti in legno.
Costruzioni in zona sismica
D.M. 16/01/1996 Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.
Ordinanza del Pres. Cons. Min. n. 3274, 20/03/2003 Primi elementi
in materia di criteri generali per la classificazione sismica del
territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni
in zona sismica.
Norme già recepite
in Italia:
UNI EN 14080:2005 – Strutture di legno –
Legno lamellare incollato – Requisiti.
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese
della norma europea EN 14080 (edizione giugno 2005). La norma specifica
i requisiti per il legno lamellare incollato utilizzato nelle strutture
portanti. La norma fornisce anche la metodologia per la valutazione
di conformità e la marcatura del legno lamellare incollato.
UNI EN 14081-1:2006 – Strutture di legno – Legno strutturale
con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza –
Parte 1: Requisiti generali.
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese
della norma europea EN 14081-1 (edizione novembre 2005). La norma
specifica i requisiti per la classificazione a vista e a macchina
del legno strutturale con sezione rettangolare.
UNI EN 14250:2005 – Strutture di legno – Requisiti di
prodotto per elementi strutturali prefabbricati assemblati con elementi
di collegamento di lamiera metallica punzonata.
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese
della norma europea EN 14250 (edizione novembre 2004). La norma
specifica i requisiti di prodotto per elementi strutturali prefabbricati
(capriate, travi ecc.) per l'utilizzo negli edifici e nei ponti
costruiti con elementi strutturali di legno (con o senza giunti
a dita) assemblati con elementi di collegamento di lamiera metallica
punzonata. La norma specifica inoltre i metodi per eseguire la valutazione
della conformità e la marcatura.
UNI EN 14374:2005 – Strutture di legno – LVL –
Requisiti.
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese
della norma europea EN 14374 (edizione novembre 2004). La norma
specifica i requisiti per pannelli LVL per applicazioni strutturali.
La norma fornisce i metodi da utilizzare per la valutazione della
conformità e del contenuto della marcatura da applicare sui
prodotti.
Marcatura CE [modifica]
Con l'entrata in vigore definitiva del Decreto Ministeriale recante
le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, a partire da aprile
2007, ogni elemento costruttivo derivato dal legno, come tutti gli
altri prodotti strutturali, dovrà riportare un marchio CE
(marcatura CE ai sensi della 89/106/CE) per poter essere immesso
sul mercato italiano, ed europeo, e per poter essere accettato dal
direttore dei lavori all'ingresso in cantiere.
Mandato CEN M/112 Legno strutturale M/112 Legno
strutturale
Norma EN EN 14080:2005 EN 14081-1:2005
Titolo Strutture di legno –Legno lamellare incollato - Requisiti
Strutture di legno - Legno strutturale con sezione rettangolare
classificato secondo la resistenza - Parte 1: Requisiti generali
Requisiti Essenziali secondo il mandato 1,2,3 1,2
Sistema Attestazione di Conformità 1 2+
Entrata in vigore della norma Armonizzata (inizio marcatura CE volontaria)
01/04/2006 01/10/2006
Fine del periodo di coesistenza (inizio marcatura CE obbligatoria)
01/04/2009 01/10/2009
Norma UNI UNI EN 14080:2005 UNI EN 14081-1:2006
Data pubb. ott-05 apr-06
NORME EUROPEE
Classificazione di qualità del legname da costruzione
DIN 4074–1: 2003 Sortierung von Holz nach der Tragfähigkeit
– Teil 1: Nadelschnittholz.
DIN 4074-3: 2003 Sortierung von Holz nach der Tragfähigkeit
– Teil 3: Sortiermaschinen für Schnittholz, Anforderungen
und Prüfung.
DIN 4074-4: 2003 Sortierung von Holz nach der Tragfähigkeit
– Teil 4: Nachweis der Eignung zur maschinellen Schnittholzsortierung.
UNI EN 338: 1997 Legno strutturale. Classi di resistenza.
UNI EN 384: 1997 Legno strutturale. Determinazione dei valori caratteristici
delle proprietà meccaniche e della massa volumica.
UNI EN 386: 1997 Legno lamellare incollato. Requisiti prestazionali
e requisiti minimi di produzione.
UNI EN 408: 1997 Strutture di legno. Legno massiccio e legno lamellare
incollato. Determinazione di alcune proprietà fisiche e meccaniche.
UNI EN 1193: 1999 Strutture di legno. Legno strutturale e legno
lamellare incollato. Determinazione della resistenza a taglio e
delle proprietà meccaniche perpendicolari alla fibratura.
UNI EN 1194: 2000 Strutture di legno. Legno lamellare incollato.
Classi di resistenza e determinazione dei valori caratteristici.
Elementi in legno lamellare e massiccio
DIN 1052-1: 1988 Holzbauwerke. Berechnung und Ausfuerung.
DIN 1052-1/A1: 1996 Holzbauwerke. Teil 1: Berechnung und Ausfuerung.
Änderung 1.
UNI ENV 1995-1-1: 1995 Eurocodice 5. Progettazione delle strutture
di legno. Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici
Elementi di collegamento tra le parti in legno
DIN 1052-2: 1988 Holzbauwerke. Mechanische Verbindungen.
DIN 68140: 1998 Keilzinkenverbindung von Holz.
UNI EN 385: 1997 Legno lamellare con giunti a dita. Requisiti prestazionali
e requisiti minimi di produzione.
UNI ENV 387: 2000 Legno lamellare incollato. Giunti a dita a tutta
sezione. Requisiti prestazionali e requisiti minimi di produzione.
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